Il caffè arabica, specie in estinzione

ECOLOGIA, NATURA BIO

Coffea arabica, L.1753, varietà in estinzione

Coffea arabica, L.1753, varietà in estinzione

Non solo gli animali, ma anche le piante sono in via d’estinzione. Su questo non ci sono dubbi, ma tra le piante in via d’estinzione non mi sarei mai immaginata di vedere quel nome. Si tratta di una notizia letta qualche giorno fa, notizia che mi ha molto sorpreso. La tanto amata tazzina di caffè, aromatica, compagna del nostro risveglio, delle pause di lavoro e del dopo pranzo, di tanti incontri singolari, potrebbe diventare un problema tra qualche anno, precisamente verso il 2020.

Ricercatori della Royal Botanic Gardens hanno concluso che tra circa 70 anni la varietà di caffè arabica potrebbe scomparire. La causa: i cambiamenti climatici. Un danno enorme perché la varietà arabica è una delle più usate nelle miscele di caffè e anche perché danneggerebbe molto gli stati che la producono, soprattutto l’Etiopia.

La pianta del caffè della varietà arabica (Coffea arabica, L.1753) è un piccolo arbusto, con foglie ovali opposte di color verdone. I fiori sono bianchi e i frutti tondeggianti di colore rosso scuro (drupe) contengono due semi. E’ originaria dell’Etiopia e qui si è iniziato a coltivarla per produrre la bevanda che conosciamo. I semi dell’arabica contengono meno caffeina rispetto ad altre qualità, ma la specie è autoimpollinante e cresce meglio ad alta quota (tra i 1000 e i 2000 m). Essendo autoimpollinante, e con un habitat particolare, è più soggetta ai danni provocati dai cambiamenti climatici. Infatti è più difficile il rimescolamento genetico e se ci sono delle malattie, dovute a parassiti o infestazioni, è molto probabile che possa scomparire. Al contrario la varietà robusta, richiede impollinazione incrociata e quindi è più facile che si differenzi e che almeno qualcuna delle nuove varietà possa resistere alle infestazioni o al cambiamento del clima.

Qualche anno fa, preparando un’esercitazione sulle piante tropicali, avevo letto un’interessante storia, forse una leggenda o curiosità su come sembra essere iniziata la coltivazione della pianta del caffè allo scopo di produrne la tipica bevanda. Sembra che un pastore etiope portasse a pascolare le sue capre in una zona ricca di queste piante. Le capre mangiavano le bacche della piante e ne masticavano le foglie. Quelle notti, poi, le capre, invece di dormire tranquille, iniziarono a vagabondare e a gironzolare, più vispe che mai. Il pastore si incuriosì e le osservò al pascolo, notando la pianta di cui si nutrivano. Allora raccolse i semi e li abbrustolì, quindi li macinò e ne fece un’infusione, ottenendo la scura bevanda.

Sarà solo una leggenda o una realtà, fatto sta che oggi il caffè è molto diffuso e amato e perdere anche una sola delle sue tante varietà sarebbe davvero grave. L’articolo* accennava anche ad interessanti studi sulle proprietà del caffè, ma a questo argomento dedicherò un altro post.

Intanto vi consiglio di gustarvi una o più tazzine di caffè espresso e di leggere questo mio post sul caffè che sono sicura vi incuriosirà 🙂

Articolo* “Caffè assolto: non favorisce malattie, il guaio è che rischia l’estinzione” di  Irma D’Aria su Repubblica.

Sabrina Lorenzoni

Sabrina Lorenzoni

Biologa ambientale

Blogger e green content writer, mi occupo di comunicazione digitale e divulgazione scientifica nei settori ambiente e biosostenibilità.

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