Ecosofia T: alcuni esempi

ECOLOGIA, libri, RECENSIONI | 2 commenti

Che cos’è l’Ecosofia T? Lo scopriamo attraverso qualche esempio. Dal tutt’uno di una foresta, dal pensiero di ambientalisti e progressisti, dalla simbiosi, fino alle eccezione e alle regole.

Tutto è collegato. Quando si parla di ambientalismo, a chi combatte per salvare un’entità naturale viene detto che si esprime attraverso sentimenti, gusti, soggettività.
Le cose non possono essere separate da ciò che le circonda, le cose hanno proprietà che si riferiscono alla percezione, all’azione, alla comprensione.

Si trova una somiglianza con la formula buddista (che non conoscevo) che dice:
“sarvam dharmam nihsvsbhavam” ovvero “ogni elemento è senza esistenza propria
Non esistono oggetti, ambienti, paesaggi separabili da ciò che li circonda.

Di certo, quando osserviamo un albero, questo ha delle caratteristiche esterne sulle quali spesso ci troviamo d’accordo. Ma l’albero lo percepiamo anche come qualcosa che è soggettivo. Magari ci ricordiamo di un particolare albero, o di un momento della nostra vita o di una stagione durante la quale preferiamo sostare sotto gli alberi. L’albero che abbiamo davanti diventa un tutt’uno tra l’albero interno e quello esterno.

foresta

Come vedono una foresta gli ambientalisti e i progressisti

Una persona, infatti, quando è immersa nell’osservazione di di una cosa concreta non fa distinzione tra soggetto ed oggetto.

Ambientalisti e progressisti. Spesso si discute dei diversi punti di vista tra ambientalisti e progressisti. Come mai? Consideriamo una foresta. Un ambientalista vede la foresta come un’unità e quando parla del cuore della foresta non intende certo il suo centro geometrico. Per il progressista, la foresta è un insieme di metri quadrati di alberi e costruire una strada nella foresta occupa poco spazio rispetto alla superficie totale. L’ambientalista parla di “cuore della foresta”, “vita del fiume”, “quiete del lago” che sono parte della realtà stessa. Non c’è modo di far diventare il progressista desideroso di salvare una foresta finché la percepisce come un insieme di alberi. Finché la società sarà dominata dai progressisti, il progressista non sarà appassionato.

Sono le minoranze in difficoltà ad essere appassionate.

Identificare il mondo con l’insieme dei contenuti, non con le strutture: questo è il punto chiave. Tra le parti del mondo, viste come un insieme di contenuti, esistono relazioni strutturali.
Il mondo è l’insieme totale delle prospettive. L’albero appare differente a seconda della prospettiva dell’osservatore. Camminando intorno, vediamo l’albero da differenti angolazioni.

Arne Næss riassume il suo pensiero nella Ecosofia T. L’ecosofia T è riassunta in uno schema di frasi al vertice del quale c’è una sola norma: “autorealizzaizone!”
Nella storia della filosofia si parla di autorealizzaizone come “il sé universale”, “l’assoluto”, “l’Atman”

Il movimento dell’ecologia profonda chiede una profonda identificazione degli individui con tutta la vita.

Nella storia della terra si sono evolute tante e diverse forme di vita, che abitano in luoghi e climi differenti. Parliamo di: diversità, complessità, simbiosi.

Evviva la simbiosi! Se un particolare modo di vita è tale per cui differenti specie o comunità devono competere e lottare tra loro semplicemente per sopravvivere, questi si trovano in condizioni peggiori rispetto al caso in cui differenti enti debbano specializzarsi facendo uso di attività altrui. Insomma, la coesistenza simbiotica per l’ecologia moderna è una buona condizione e non esclude l’uccisione. Alce e lupo, in Norvegia, hanno vissuto per anni in simbiosi e possono continuare a farlo.

Eccezioni e regole. Fino a poco tempo fa le leggi specificavano eccezioni al permesso generale di uccidere animali selvaggi. Oggi le leggi stanno definendo eccezioni alla proibizione generale di uccidere o maltrattare.

Una norma ultima è una norma non derivata da altre norme, è una norma di priorità maggiore. Se una norma ultima riguarda esseri umani adulti, si può generalizzare a tutti gli esseri viventi. Il principio degli uguali diritti per tutti gli esseri viventi a prosperare oggi è un principio molto controverso. Nel nostro mondo di crescente carestia, il necessario ferimento e l’uccisione di animali per cibo devono essere ammessi attraverso ipotesi e norme speciali.

“Il diritto a vivere e a prosperare di A non esclude automaticamente la giustificazione di B a ferire o a uccidere A”

*nota* I concetti raccontati in questo post sono tratti dal seguente libro: Arne Næss – Introduzione all’ecologia – traduzione e introduzione a cura di Luca Valera – Edizioni ETS.

Sabrina Lorenzoni

Sabrina Lorenzoni

Biologa ambientale

Blogger e green content writer, mi occupo di comunicazione digitale e divulgazione scientifica nei settori ambiente e biosostenibilità.

2 Commenti

  1. Anonimo

    quante cose non sapevo… questa adesso la so, interessantissimo Sabrina, grazie ti ho adottato in #adotta1blogger!

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    • Sabrina

      Grazie mille! Mi fa piacere essere adottata nel gruppo #adotta1blogger, un gruppo ricco di belle persone e blog, pieno di stimoli interessanti. Un saluto

      Rispondi

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