Natura e connessioni naturali al Milano Photofestival

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Tra le numerose mostre fotografiche del Milano Photofestival 18TH, tre in particolare parlano di natura, botanica e femminile. Le ho visitate e te le racconto per aprirsi al mondo con un nuovo sguardo sulla natura.

Cos’è il Milano Photofestival 18TH

Questa edizione del Milano Photofestival è la diciottesima e ha come tema “Aprirsi al mondo“. La fotografia è un’esperienza che ci permette di aprirci all’esterno e guardare il mondo che ci circonda. Durante gli anni, questa manifestazione è diventata una tra le più importanti per la fotografia d’autore milanese e punto di riferimento a livello nazionale. Dal 15 settembre al 31 ottobre 2023 sono previste 142 mostre in oltre 100 sedi espositive tra la città di Milano, l’area metropolitana e le Province di Monza e Brianza, Lecco e Bergamo.

Una manifestazione inclusiva, con generi e stili diversi, che ospita fotografi noti ed emergenti. L’apertura al nuovo si manifesta con la piattaforma delle mostre virtuali e l’attenzione verso un nuovo tipo di immagini create dall’Intelligenza Artificiale. Sfogliando il catalogo, mi sono soffermata su tre mostre che raccontano la natura e il femminile, due mondi in stretta relazione: la nostra Madre Terra rappresenta il femminile per numerose popolazioni nel mondo.

Tell me the truth about Nature di Barbara Dall’Angelo

Tell me the truth about Nature è la prima personale milanese della fotografa Barbara Dall’Angelo in mostra presso la Gilda Contemporary Art di Milano. Sono esposti due gruppi di opere, scattate in due zone completamente diverse del mondo, ma che ritraggono lo stesso soggetto: gli alberi.

La Natura mostra la sua resilienza e la sua bellezza attraverso gli alberi, creature capaci di adattarsi alle diverse condizioni ambientali ed atmosferiche, anche estreme. Un primo gruppo di fotografie riguarda la Lapponia, a poca distanza dal Circolo Polare Artico, dove le temperature raggiungono anche i -30°C. Il secondo gruppo di fotografie ritrae la zona di Sumba, in Indonesia, tra l’Equatroe e il Tropico del Capricorno, con temperature oltre i 30°C. Due situazioni estreme, molto diverse, che ci raccontano l’incredibile forza degli alberi che resistono al freddo e al caldo estremo, al vento e al sole con grande adattamento e allo stesso tempo con flessibilità.

Sono fotografie del paesaggio che esprimono grande sensibilità per la natura, che ci permettono di vedere luoghi estremi ed incontaminati, la vera wilderness. Opere che ci fanno pensare al senso dell’esistenza e della sopravvivenza. Immagini stupende che raccontano la mutevolezza e la perenne continuità della bellezza della Natura, l’armonia come un equilibrio tra fragilità e forza, tra immutabilità e cambiamento, e l’Amore come motore dell’Universo.

Per realizzare i due progetti fotografici è stata misurata la carbon footprint ed è stata compensta con crediti di carbonio generati da Phoresta ETS.

Spiriti della foresta di Juan Borja

FCF Gallery ospita la mostra fotografica Spiriti della Foresta. Quest’anno lo spazio espositivo ha dedicato le rassegne al tema Le forme della bellezza, ospitando fotografi italiani ed internazionali.

Juan Borja, fotografo e biologo peruviano, specializzato in ecologia, realizza scatti in bianco e nero di fotografia botanica. Le foglie, i fiori, i frutti sono opere d’arte ma servono giorni e mesi perché raggiungano un punto preciso per essere ritratte. Borja attende il momento giusto perché ogni elemento naturale assuma la forma più armonica per diventare un’immagine da fermare nel tempo.

La forma della bellezza è quella degli elementi naturali, dei fiori e dei frutti che assumono forme diverse, a volte assomigliando anche ad animali. Questi elementi naturali arrivano dalle zone di foresta del Perù e dell’Amazzonia, aree nelle quali vivono numerose popolazioni indigene. Ecco che si forma un punto di contatto tra natura ed esseri umani: accanto alle fotografie botaniche, troviamo i ritratti delle popolazioni che vivono questi luoghi. Il passato incontra il presente ed il futuro.

La bellezza è nelle immagini botaniche ma anche nei volti delle persone che vivono a contatto con la foresta. Molti di questi sono volti femminili che ricordano il femminile della Pachamama, la Madre Terra, creatrice della natura e degli esseri umani.

Connessioni Naturali di Dario Mainetti, Melissa Marcello e Ingrid Strain

La natura è strettamente legata al femminile e questa mostra collega il presente della natura al presente degli esseri umani. Connessioni naturali è una mostra fotografica che raccoglie gli scatti di tre diversi fotografi: Dario Mainetti, Melissa Marcello e Ingrid Strain presso Lattuada Gallery Il Diaframma a Milano.

La natura è spesso vista come qualcosa da salvaguardare e di cui prendersi cura: un punto di vista che è molto collegato al femminile. Negli scatti di questi tre autori il femminile e il mondo naturale sono strettamente collegati; sono un inno alla libertà, alla purezza, alla complessità da rispettare. Sono un esempio di bellezza ed armonia da osservare e preservare.

Un unione di forme e di colori che testimonia come natura ed esseri umani sono strettamente collegati, ancora di più al femminile. La natura ci racconta la sua bellezza ed armonia mentre siamo in essa, la osserviamo, la viviamo. La fotografia naturalistica ci riporta a questa bellezza e all’armonia del femminile. La natura è uno sguardo sul mondo, è aprirsi al mondo ma occorre avere nuovi sguardi ed occhi curiosi.

Sabrina Lorenzoni

Sabrina Lorenzoni

Biologa ambientale

Blogger e green content writer, mi occupo di comunicazione digitale e divulgazione scientifica nei settori ambiente e biosostenibilità.

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