La biofilia urbana

Biofilia

Nelle città è possibile allenare la biofilia nei giardini terapeutici e praticando l’ortoterapia. Anche l’agopuntura biofilica urbana è un aiuto prezioso per riconnetterci alla natura. Come puoi sapere se il tuo acceso agli spazi verdi è sufficiente? Utilizzando la regola del 3-30-300.

La regola del 3-30-300 o Regola del verde urbano 

La biofilia conferma che stare nella natura ha numerosi effetti benefici per il corpo, la mente e la collettività. Il contatto con la natura, avere libero accesso alla natura, è anche un diritto per ogni persona. Ma come posso valutare facilmente se ho un buon accesso agli spazi verdi?

Nel 2021 è stata proposta la Regola del 3-30-300 o Regola del verde urbano. L’idea è dello studioso olandese Cecil Konijnendijk, noto anche per aver fondato il Nature Based Solutions Institute, una grande organizzazione dove si collabora per un’ecologia basata sulle soluzioni che la natura ci offre.

La regola del 3-30-300 afferma, in modo semplice e conciso, che ogni cittadino ha diritto di:

  • Vedere almeno 3 alberi dalla propria casa,
  • Vivere in un quartiere che abbia il 30% di copertura arborea,
  • Abitare a non oltre 300 metri da un parco urbano o da uno spazio verde.

Da qui derivano i numeri 3-30-300 della “formula”. Tenendo presente questa semplice regola e questi tre numeri, ti invito a guardarti intorno, da casa e dal tuo luogo di lavoro: vivi e lavori avendo un buon rapporto con il verde urbano?

I dati* ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) più recenti ci dicono che il verde pubblico nelle città italiane è pari a circa il 3%  del territorio urbano, una percentuale che andrebbe migliorata. Infatti, anche gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 incoraggiano l’aumento del verde urbano e affermano che:

è necessario garantire l’accesso universale a tutti, ovunque, a spazi verdi pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per donne, bambini, anziani e disabili (*)

Per vivere in modo biofilico, è di fondamentale importanza il verde di prossimità. Il verde di prossimità comprende zone verdi vicino casa nelle quali trascorre del tempo a contatto con la natura: alberi, fiori, animali.

La regola del 3-30-300 o Regola del verde urbano

La regola del 3-30-300 o Regola del verde urbano

La natura che cura: gli healing garden e l’ortoterapia

I giardini terapeutici, o healing garden, nascono nel nord Europa e si diffondono in tutto il mondo. Sono giardini progettati e realizzati per migliorare la salute e il benessere di chi li percorre e li vive. Ci sono studiosi che li progettano, a partire dal modo in cui si incrociano le vie, dalla presenza di fontane e di acqua. Anche il tipo di vegetazione, i colori e i tempi di fioritura sono studiati per avere un effetto benefico sulle persone nelle diverse stagioni dell’anno.

Da anni, gli studi medico-scientifici hanno evidenziato come solamente guardare un giardino dalle finestre dei luoghi di cura può rendere la guarigione più veloce e con una minore somministrazione di farmaci.

Uno dei recenti esempi di giardino che cura è la riprogettazione dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Il Nuovo Policlinico prevede al suo interno un giardino pensile di 7.000 metri quadri sul tetto del padiglione Sforza per favorire la guarigione e il recupero delle abilità fisiche e mentali dei pazienti. La nuova struttura comprende anche il progetto Green on the Ground, per trasformare 2.000 metri quadrati di asfalto e restituirli come zone verdi con cento nuovi alberi, percorsi pedonali e spazi per la socialità.

I diversi colori dei fiori di un giardino ci fanno sperimentare la cromoterapia. Anche gli orti urbani contribuiscono a migliorare il contatto con la natura e a portare i suoi benefici alle persone attraverso l’ortoterapia. La cura del giardino, così come quella dell’orto, contribuiscono al benessere fisico e mentale della persona, favoriscono la socialità e rendono le città più verdi e l’aria più pulita.

Giardini pensili e orti urbani sono progetti sostenibili perché creano zone di ombra e comfort termico: in questo modo, è necessaria una minore quantità di energia per riscaldare e raffrescare, a beneficio del risparmio economico e dell’ambiente.

Esempio di città biofilica: Shanghai, China

L’agopuntura biofilica urbana o agopuntura biourbana

L’agopuntura biofilica urbana è una strategia che inserisce spot di natura in punti nevralgici della città*.

Questo tipo di pratica urbanistica si ispira, come dice il nome stesso, all’agopuntura diffusa nella medicina tradizionale cinese. Nel XXI secolo l’agopuntura urbana si è sviluppata grazie ai primi progetti dell’architetto e sociologo finlandese Marco Casagrande.

Lo scopo di questa progettazione è quello di coinvolgere le comunità locali: è anche detta agopuntura biourbana perché la città viene considerata come un organismo vivente. In ogni città, ci sono luoghi più vivi, più frequentati, come i parchi urbani, le scuole, i mercati rionali. Valorizzare e migliorare queste aree della città significa dare vita a progetti sostenibili, alla rigenerazione urbana che migliora la vita delle persone, di piante e animali e della città stessa vista come organismo vivente.

Come gli aghi dell’agopuntura cinese vanno a sollecitare punti nevralgici  dell’organismo umano, allo stesso modo l’agopuntura biofilica dà vita e vigore alle zone più frequentate della città: si crea così una rete, una mappa di punti collegati tra loro che stimolano la vita nella natura, il benessere e la socialità. Questo approccio favorisce lo sviluppo di una città in modo ecologico e sostenibile. 

Una volta realizzato il progetto, il cittadino diventa co-creatore della propria area urbana perché sono le persone che lo vivono, lo abitano, lo modificano, dando vita ed energia alle diverse aree verdi urbane. Questo tipo di progettazione parte dal basso, si concentra sul locale, utilizza le energie e le idee già presenti nella collettività.

A Milano, un esempio di agopuntura biofilica urbana è la BAM, Biblioteca degli Alberi di Milano, mentre a Roma possiamo pensare a Villa Borghese. La BAM è una zona verde, con aree gioco per bambini e aree per l’allenamento sportivo, e comprende anche la biblioteca e spazi culturali.  Tutto questo facilita la connessione tra persone, animali e natura e favorisce l’incontro e la socialità.

La biofilia è stare nel luogo, nel momento presente, utilizzando tutti i sensi e si può fare anche in città. Nei prossimi articoli dedicati alla biofilia parleremo del network delle città biofiliche.

[Fonte (*): dati e definizioni sono tratte dal libro di Elena Meli e Rita White, Rinascere nel verde, Perché la biofilia può renderci felici, Giunti Editore]

Sabrina Lorenzoni

Sabrina Lorenzoni

Biologa ambientale

Blogger e green content writer, mi occupo di comunicazione digitale e divulgazione scientifica nei settori ambiente e biosostenibilità.

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