Le città biofiliche e il Biophilic Cities Network

Biofilia

Le città biofiliche o biofile applicano i principi della biofilia per ricostruire il legame profondo tra uomo e natura. Per favorire il confronto e la coesione è nato il Biophilic Cities Network che comprende 33 città di tutto il mondo. Per l’Italia, Verona è per ora l’unica città biofilica.

Le città biofiliche: caratteristiche e vantaggi

Le città che applicano i principi della biofilia sono dette città biofiliche o città biofile. Il termine città biofiliche è il più utilizzato in ambito tecnico-scientifico come traduzione dell’inglese biophilic cities, ma si può trovare anche il termine città biofila utilizzato come forma italiana più semplice e snella.

“Ogni essere umano ha un legame profondo, innato ed emotivo con la natura e la natura ci unisce tutti”

Questo è il principio fondamentale che ha fatto nascere le città biofiliche e la rete che le unisce: il Biophilic Cities Network.

Avere la natura vicino casa e vicino ai luoghi di studio e lavoro permette di stare bene, divertirsi ed essere più connessi con le altre persone. Queste sono le basi che dovrebbero spingere a progettare e realizzare città biofiliche, nel presente e nel futuro.

Perché vivere in una città biofilica? Quali sono i vantaggi? Il network delle città biofiliche ne ha individuati principalmente cinque.

La biofilia crea connessioni profonde e potenti. Quando siamo nella natura proviamo quel senso di stupore e di meraviglia caratteristico della biofilia. Queste emozioni ci spingono a stare ancora di più nella natura, ad imparare, a volerla conoscere.

La città biofilica favorisce la crescita economica. Il verde urbano aiuta a prevenire i danni degli eventi estremi, grazie alla migliore gestione delle acque e della qualità dell’aria. La città immersa nella natura aiuta gli incontri e il turismo, le attività culturali e ricreative.

Chi vive in una città biofilica gode di una salute migliore: più attività fisica, più movimento ed esplorazione significa meno stress e meno malattie. Inoltre questo tipo di città promuovere un’alimentazione più sana anche grazie all’esperienza degli orti urbani e di comunità.

Anche il livello di istruzione è migliore. Numerosi studi hanno dimostrato che “il contatto con la natura migliora le capacità cognitive e il rendimento scolastico”. La natura si rivela un valido aiuto per bambini e ragazzi che soffrono di ADHD, autismo e altre malattie infantili. La natura favorisce l’apprendimento attraverso il gioco e sviluppa la creatività e la capacità di risolvere problemi.

Infine, chi abita nelle città biofiliche è più felice e più produttivo. La creatività è notevolmente favorita dal verde urbano, dal movimento e dalla maggiore esposizione alla luce naturale.

Le città biofiliche: Edimburgo

Le città biofiliche: Edimburgo

Il Biophilic Cities Network

Il network delle città biofiliche, Biophilic Cities Network, è un’organizzazione internazionale nata nel 2013. Nel 2024, ne fanno parte 33 città e metropoli di tutto il mondo.

Le città biofiliche del network:

  • rispettano la regola del verde urbano del 3-30-300,
  • favoriscono il contatto quotidiano dei propri abitanti con la natura,
  • promuovono l’educazione ambientale,
  • valorizzano la biofilia e l’intelligenza naturalistica.

Sono accumunate dall’avere ampie zone di verde, tetti e pareti green, orti urbani e giardini. Tutte queste caratteristiche le rendono anche città sostenibili e con una migliore resilienza climatica.

Ma ogni città resta diversa dalle altre e ognuna adotta soluzioni proprie in linea coi principi della biofilia.

Le città che appartengono al network si trovano in prevalenza negli Stati Uniti e molte nello stato della Virginia: Arlington, Austin, Charlottesville, Kansas City, Los Angeles, Miami-Dade, Milwaukee, Norfolk, Phoenix, Pittsburgh, Portland, Raleigh, Reston, Richmond, San Francisco, St.Louis, Washington DC.
Ci sono poi città dell’America centrale (Curridabat e Panama City) e del Canada (Edmonton e Toronto).

Alcune città biofiliche importanti sono nell’area asiatica: Busan, Colombo, Singapore e in India, Visakhapatnam.
In Australia troviamo le città biofiliche di Fremantle e Wellington in Nuova Zelanda.

L’Europa e il Regno Unito sono presenti con le città di Barcellona, Birmingham, Edimburgo, Vitoria-Gasteiz e la città turca di Karşiyaka (Izmir City). L’unica città biofilica italiana è Verona.

Verona, unica città italiana nel network delle città biofiliche

Verona, unica città italiana nel network delle città biofiliche (foto©sito Biophilic Cities Network]

Verona, unica città biofilica italiana

Nel network internazionale delle città biofiliche, Biophilic Cities Network, dal 2023 troviamo anche una città italiana. Si tratta di Verona. Verona è una città di origine romana, costruita sul colle di San Pietro, tra le anse del fiume Adige. Il fatto di essere integrata con il paesaggio naturale circostante è una caratteristica importante per essere parte del network. Verona ha saputo svilupparsi come città, integrandosi tra il fiume, le colline e la Pianura Padana.

Fondata dai Romani oltre duemila anni fa, è cresciuta nel tempo ma sempre in connessione con la natura e l’ambiente circostante. L’Arena della città, le chiese e i palazzi, gli edifici del Rinascimento e le fortificazioni dell’Ottocento, sono tutte costruzioni integrate col territorio. Oggi la città è caratterizzata da una cintura verde esterna e i palazzi e le case costruiti di recente mostrano un’integrazione anche con popoli e culture diverse.

La città è oggi in espansione e non mancano le criticità come la carenza di spazi naturali, il burnout urbano e l’isolamento sociale.

Il Comune di Verona ha aderito al network delle città biofiliche e si propone di affrontare e risolvere queste criticità con un approccio integrato che prevede di:

  • migliorare le infrastrutture verdi e le condizioni di vita urbane,
  • promuovere l’educazione ambientale e la formazione di comunità,
  • integrare i principi della biofilia nella pianificazione urbana,
  • favorire l’accesso quotidiano al verde e tracciare il miglioramento del benessere.

L’esempio di Verona apre le possibilità ai borghi e alle città italiane di entrare nel network delle città biofiliche e di tenere in considerazione i principi della biofilia per progettare città e aree urbane. I nostri borghi italiani hanno un grande potenziale biofilico perché rispettano e valorizzano le caratteristiche naturali locali e del territorio.

Quale sarà il prossimo borgo o città italiana ad entrare nel network delle città biofiliche e a dimostrare che è possibile uno sviluppo integrato con l’ambiente naturale ed il territorio?

[fonti: libro di Elena Meli e Rita White, Rinascere nel verde, Perché la biofilia può renderci felici, Giunti Editore e sito AIB, Accademia Italiana di Biofilia]

Sabrina Lorenzoni

Sabrina Lorenzoni

Biologa ambientale

Blogger e green content writer, mi occupo di comunicazione digitale e divulgazione scientifica nei settori ambiente e biosostenibilità.

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