A COP 27 si parla di mari, foreste e biodiversità

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COP27 ha aperto i lavori in Egitto a Sharm El-Sheikh. Quali principali temi legati alla natura e all’ambiente sono stati affrontati nel corso della prima settimana?

Loss and Damage e i messaggi dei capi di Stato

COP 27 è iniziata il 6 novembre in Egitto, a Sharm El-Sheikh, con i saluti di benvenuto del Ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry che ha messo in luce i principali temi che saranno al centro dei lavori di quest’anno: Loss and Damage, ovvero perdite e danni, i diritti umani e la giustizia climatica. 

Loss and Damage, le perdite e i danni, riguarda gli aiuti economici che i Paesi più industrializzati devono versare agli Stati che subiscono maggiormente i danni del cambiamento climatico. Infatti sono gli Stati che meno inquinano, spesso i più poveri, quelli che stanno già vivendo una grave crisi climatica e ambientale.

I capi delle Nazioni presenti a COP 27 hanno aperto i lavori del summit con un loro breve discorso. Il Presidente del Paese che ha ospitato COP 26 lo scorso anno, il britannico Alok Shamma ha evidenziato come nel 2021 sono stati raddoppiati i fondi per l’adattamento climatico. La prospettiva, ormai lontana, di contenere entro i 2°C l’aumento della temperatura globale entro fine secolo dovrà essere rivista. Nonostante tutto, COP 26 ha portato progressi e passi avanti sulla finanza climatica e sul tema del Loss and Damage.

I rappresentanti dei Paesi considerati tra i più grandi inquinatori al mondo, Russia, Cina e India, sono assenti e l’Ucraina non partecipa a causa del conflitto in corso. 

Il discorso della premier italiana Giorgia Meloni era molto atteso. Secondo il report degli inviati di Italian Climate network, l’Italia si impegna a portare avanti la decarbonizzazione e il Loss and Damage in linea con gli obiettivi degli altri Paesi europei. Per quanto riguarda l’energia, l’Italia intende diversificare il sistema energetico: così ha detto Giorgia Meloni incontrando vari leader africani. 

Paradossale è la parola usta per indicare il fatto che i Paesi che inquinano meno pagheranno i prezzi ambientali più alti. Ma la questione chiave di questa COP 27, il Loss and Damage, le perdite e i danni, non sono stati mai presi in considerazione nel suo discorso. La frase conclusiva e riassuntiva è stata: “L’Italia contribuirà per la sua parte”.

L’aumento del livello dei mari e lo scioglimento dei ghiacciai

Rober Kropp e Sarah Coley, autori dell’IPCC, hanno tenuto un intervento a COP 27 sui temi del surriscaldamento del Pianeta. La temperatura media globale aumenta, i ghiacciai si fondono e l’acqua di fusione va a contribuire all’innalzamento del livello di mari e oceani.

Secondo le proiezioni degli scienziati, il livello medio del mare si è alzato di circa 20 centimetri nell’ultimo secolo.

Rober Kropp e Sarah Coley, autori dell’IPCC

Gli autori hanno proposto due scenari futuri possibili: il primo, con le attuali alte emissioni di gas serra in atmosfera, e il secondo, riducendo il livello delle emissioni. I dati sono allarmanti in entrambi i casi.

Nel primo scenario, nel 2100 il mare aumenterebbe il suo livello di 60-90 centimetri, mentre nella seconda ipotesi, arriveremo a valori compresi tra i 30 e i 60 centimetri.

Se aggiungiamo una probabile maggiore fusione dei ghiacciai in Groenlandia e nell’Artico, per qualche evento estremo ed imprevisto, nel 2150 i mari sarebbero più alti di circa 1 metro, nella migliore ipotesi, fino ad arrivare al valore di cinque metri in quella peggiore.

Il professor Stefano Caserini, esperto di Mitigazione dei Cambiamenti Climatici, in un articolo per Italian Climate Network afferma che la soluzione è quella di ridurre rapidamente le emissioni di gas serra. 

Nonostante gli sforzi futuri, nel 2100 diverse isole e coste saranno scomparse e la geografia di molte città sul mare sarà molto diversa da quella attuale. L’aumento del livello dei mari e degli oceani è in corso ed è un fenomeno lento e irreversibile.

Transizione ecologica e protezione della biodiversità

Un altro interessante intervento raccontato dai reportage di Italian Climate Network è quello che riguarda i finanziamenti alla transizione ecologica per limitare la perdita di biodiversità.

Il Presidente della BEI, Banca Europea per gli Investimenti, Werner Hoyer ha affermato che:

Non c’è altra alternativa se non l’azione per il clima

Werner Hoyer, Presidente della BEI, Banca Europea per gli Investimenti

Nel 2021 sono state finanziate numerose opere in tutto mondo:

  • parchi eolici in Europa
  • energia solare in Africa
  • trasporti a basse emissioni in Asia
  • progetti di adattamento in America Latina.

Visto che sono ancora molti i passi da compiere verso una giusta transizione, verso un’economia climaticamente neutra nel mondo, collegare COP 27 a COP 15, l’incontro mondiale sulla biodiversità che avrà luogo a dicembre in Canada, a Montreal, è un ulteriore passo in avanti.

Negli incontri della scorsa settimana a COP 27 è stato proposto un nuovo piano strategico che prende il nome di Nuova Struttura per l’Ambiente e prevede di migliorare lo stato del bacino del Mediterraneo e valorizzare l’economia blu.

Intervenire per ridurre la perdita di biodiversità, ridurre l’inquinamento, promuovere l’economia circolare e l’economia blu, proteggere la salute e il benessere umano sono quattro punti fondamentali di collegamento tra COP 27 e COP 15.

Il degrado del suolo e la perdita di foreste

I Paesi dll’Unione europea insieme ad altri 26 Stati al mondo hanno aderito ad un accordo chiamato FCLP: Forest and Climate Leaders Partnership.

Si tratta di un aggiornamento degli impegni presi lo scorso anno a Glasgow. Abbiamo già dimezzato il numero di alberi che era presente su questo Pianeta diecimila anni fa . Oggi sappiamo che:

Le foreste ospitano l’80% di tutte le specie terrestri di animali e piante. Le attività agricole restano il principale fattore che causa la deforestazione: perdiamo il 90% delle foreste per fare posto a campi da coltivare

Il Brasile e la foresta amazzonica sono il più noto degli esempi, ma altre foreste al mondo subiscono gli stessi danni.

Alla COP 27 si è ribadito il principio secondo il quale se gli ecosistemi sono sani, anche l’economia e la società saranno in buona salute. Durante le discussioni si sono trattati alcuni principi che faranno parte del nuovo accordo FCLP, Forest and Climate Leaders Partnership:

  • verificare che i soldi promessi per tutelare le foreste siano veramente versati e utilizzati a questo scopo
  • non finanziare altri progetti che distruggono le foreste e aumentare i fondi per progetti nature-positive
  • essere di supporto alle popolazioni indigene che abitano nelle foreste
  • aiutare i Paesi ricchi in foreste a raggiungere i propri obiettivi climatici.

Gli stati africani, quali Kenya, Gabon e Tanzania hanno evidenziato come prendere decisioni importanti sui mercati del carbonio aiuterebbe loro e molti altri paesi africani e del mondo. Il Kenya sta facendo la sua parte e si è impegnato a piantare cinque miliardi di alberi entro il 2027.

I mercati di credito del carbonio tengono poco conto delle funzioni delle foreste come sequestro del carbonio: i Paesi poveri economicamente ma ricchi di alberi e foreste come la Tanzania, sono svantaggiati da questo punto di vista. L’Europa si è assunta le proprie responsabilità nelle azioni di deforestazione che il commercio europeo ha causato nel mondo e si impegna a promuovere la EU Deforestation Law.

I negoziati di COP 27 proseguono fino al 18 novembre. Nuovi aggiornamenti ci attendono a proposito di natura, ambiente e clima che cambia.

Fonte: I bollettini giornalieri del sito Italian Climate Network

Sabrina Lorenzoni

Sabrina Lorenzoni

Biologa ambientale

Blogger e green content writer, mi occupo di comunicazione digitale e divulgazione scientifica nei settori ambiente e biosostenibilità.

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