Stavo cercando un libro nella mia libreria e, come spesso capita, ne ho presi in mano molti altri prima di arrivare a quello che cercavo. Del resto, spesso succede così anche nella vita. Uno di questi libri mi ha fatto fermare. Sono tornata con la mente a dieci anni fa per poi atterrare di colpo nel presente: ciò che era importante allora, lo è anche oggi, ancor di più.
Dieci anni fa, nel 2016, ho letto un libro che mi ha aperto le porte dell’ecologia profonda. Allora ne ho parlato qui nel mio blog, curiosa di natura, dedicando alcuni post all’argomento. Dopo aver preso tra le mani quel libro, in questi giorni ho riletto alcuni di quei post perché, a mio parere, l’ecologia profonda è più che mai attuale.
I blog, per chi li ha vissuti, sono anche un modo di rivedere noi stessi e la storia. Infatti nel 2016 scrivevo:
“In un mondo pieno di cose pratiche, forse è arrivato il momento di fermarsi a fare qualche riflessione”. E aggiungevo poi: “vado contro corrente, anche stavolta”.
Non ti sembra che sia più che mai attuale? Rileggendo queste frasi e i miei post mi rendo conto di come molte persone hanno portato nel mondo idee nuove in un periodo in cui non era così facile comprenderle. Molti scienziati e pensatori, su larga scala, ma anche persone comuni. Forse anche tu fai parte di questa categorie di persone e un po’ anch’io. Il fatto è che non te ne rendi conto subito, ma solo dopo, a posteriori.
Ecco dunque che sono tornata all’ecologia profonda. Il libro di cui parlavo è Introduzione all’ecologia di Arne Næss. Leggendo questo libro, sono entrata sempre più in sintonia e connessione con un mondo dell’ecologia diverso da quello che avevo studiato in una facoltà scientifica.
Un’ecologia che collega scienza e filosofia, così come dovrebbe essere sempre.
Allora ero più interessata al mondo com’è fatto nella materia, mentre oggi credo che occorre far comunicare scienza e filosofia, scienza e spiritualità, perché siamo fatti di corpo, cuore e anima. Inoltre, tornare a pensare in modo originale e farsi delle domande oggi è davvero fondamentale.
Ecco perché, in questo articolo (e in alcuni dei prossimi) voglio raccontarti le basi dell’ecologia profonda proposte in questo libro e allo stesso tempo invitarti ad essere curioso verso il mondo naturale che ci circonda e verso il mondo interiore. E, soprattutto, a farti delle domande.

Ecologia profonda, Arne Naess (Immagine creata da ©Substack)
Arne Næss e il movimento filosofico-ecologico dell’ecologia profonda
Nato a Oslo nel gennaio del 1912 e morto lo stesso mese del 2009, Arne Næss è riconosciuto come il fondatore del movimento dell’ecologia profonda. Ha insegnato filosofia per molti anni in prestigiose università, ispirandosi al pensiero di Spinoza e Gandhi. Ha viaggiato tanto e passato molto tempo in montagna, camminando e praticando l’alpinismo, il suo sport preferito. Nella sua lunga vita ha attraversato due Guerre Mondiali.
Poco prima, negli Anni ‘60, si era diffuso il pensiero di una donna che sarebbe diventata una pioniera dell’ecologia. Questa donna, Rachel Carson, ha scritto un libro che è passato alla storia: Silent Spring, primavera silenziosa. Un libro che insieme a molti altri ha permesso la nascita, negli Anni Settanta, di una nuova coscienza ecologica, a partire da “Principi del Movimento dell’Ecologia Profonda” di Arne Næss e ha segnato il passaggio verso un nuovo paradigma filosofico.
Cosa s’intende con “ecologia profonda”?
L’ecologia profonda vuole andare in profondità, è un’ecologia che si fa delle domande e ragiona sul mondo esteriore e su quello interiore.
L’autore che ha posto le basi dell’ecologia profonda, Arne Næss, nei suoi libri ha dato una sua definizione di questo modo di affrontare l’ecologia:
L’aggettivo profondo sottolinea il fatto che noi – chi fa parte del movimento dell’ecologia profonda – ci chiediamo il come e il perché, mentre gli altri non lo fanno. È profondo il nostro modo di guardare la realtà e non la realtà stessa.
L’ecologia profonda è un modo di guardare il mondo che parte dall’ecologia come scienza e arriva alla filosofia. Perché oggi non basta conoscere le leggi che governano il mondo, occorre avere una spinta interiore per metterle in pratica.
Forse è proprio per questo che in questi anni, fatti di grande progresso e tecnologia, siamo sempre in difficoltà ad agire secondo etica e coscienza. Ripartire dall’ecologia profonda è un nuovo inizio, un nuovo sguardo, un modo diverso di vedere conoscere il mondo naturale, ma anche quello umano e interiore.
Seguendo questo approccio, in conclusione di ogni articolo, vorrei invitarti ad essere curioso e a farti delle domande, proponendoti qualche spunto:
Cos’è per me l’ecologia? Oltre a farmi conoscere gli ecosistemi ambientali, quanto mi permette di andare in profondità?
Questa è la prima tappa del viaggio per conoscere le basi dell’ecologia profonda. Il viaggio continua nei prossimi articoli, nel tempo, per scoprire l’ecosofia e gli otto principi dell’ecologia profonda.
Parola da ricordare:
Ecologia profonda
Una filosofia contemporanea basata su un sistema di valori ecocentrico, che descrive se stessa come profonda perché è interessata a domande filosofiche fondamentali sul ruolo della vita umana e dell’ecosfera. Supera il dualismo tra esseri umani e ambiente naturale e rivolge l’attenzione al valore intrinseco delle specie, dei sistemi e dei processi naturali
(Definizione ispirata da Wikipedia online)
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