Tutto è collegato, non solo in natura, ma occorre guardare in profondità. Arne Næss ci ha insegnato l’importanza dell’ecologia profonda con la definizione che lui stesso ha proposto:
L’aggettivo profondo sottolinea il fatto che noi ci chiediamo il come e il perché, mentre gli altri non lo fanno. È profondo il nostro modo di guardare la realtà e non la realtà stessa.
La sua idea di natura è racchiusa nel termine Ecosofia T, dove T è l’iniziale del nome della montagna da lui tanto amata, il luogo dove trascorreva molto tempo in una caratteristica baita: Tvergastein, ovvero “pietre incrociate”.
Il filosofo ha descritto il suo pensiero dell’ecologia profonda e del movimento che lo segue in otto princìpi: gli otto princìpi dell’ecologia profonda.
Il primo punto è quello che ho portato avanti negli anni attraverso il blog curiosa di natura: tutto è collegato. Prima pensavo che tutto è collegato riguardasse solo gli ecosistemi naturali, esseri umani compresi. Oggi penso che tutto è collegato si estende alle nostre vite, ai comportamenti, alle coincidenze o sincronicità che ci accompagnano nella vita di tutti i giorni.
Anche Næss ha voluto farci notare come le scienze naturali hanno dato, a suo parere, troppo valore alla realtà e meno all’esperienza. Ma è proprio all’esperienza che occorre ridare la profondità che si merita.
Nasce un nuovo concetto di ambiente
L’uomo è immerso da sempre nella natura e dialoga con la natura. Il nostro ambiente è la nostra casa, come ha ripetuto più di recente Papa Francesco nella sua enciclica Laudato Sì. L’uomo ha un progetto da portare avanti, un fine ultimo, che coincide con lo sviluppo delle sue potenzialità, della sua stessa natura. Næss riprende questo concetto parlando di auto-realizzazione.
Una domanda che Næss si pone e che oggi è più che mai attuale:
Come mai la ragione ha condotto alla distruzione e alla devastazione della natura e delle sue risorse?
A questa domanda il filosofo risponde con un altro filosofo: Aristotele, il quale rispondeva alla questione dicendo: “perché spesso gli umani non vivono secondo natura”.
Non si può ridurre la natura a una serie di risorse inerti e senza vita. L’uomo ha ridotto la natura ad un oggetto ed è arrivato al punto di vivisezionarla. Da qui nasce la crisi ecologica della nostra epoca.
Qual è la soluzione? La soluzione è sempre nell’uomo, risponde Arne Næss.
Dare valore agli uomini, quel valore che molti pessimisti stanno loro negando. L’uomo è in grado di agire in modo positivo, con inclinazione e gioia. Solo così, ricordando che l’uomo è natura, tornado a vivere nella natura, si potrà superare questa crisi.
Perché, come dice Arne Næss:
la ragione indica la strada, ma solo la forza dei sentimenti può eseguire il compito di viaggiare per un lungo e difficoltoso cammino, […] ossia la via del proprio sé

Ecosofia e gli 8 princìpi dell’ecologia profonda (Immagine creata da ©Substack)
Gli 8 princìpi dell’ecologia profonda
Leggendo Introduzione alla filosofia, ecco come Arne Næss racconta gli otto princìpi dell’ecologia profonda.
- La prosperità della vita umana e non-umana sulla Terra ha un valore intrinseco. Il valore delle forme di vita non-umana è indipendente dall’utilità e dall’utilizzo che gli esseri umani ne fanno.
- La ricchezza e le diversità delle forme di vita sono anch’esse valori in se stessi e contribuiscono alla prosperità della vita umana e non-umana sulla Terra.
- Gli uomini non hanno il diritto di ridurre tale ricchezza e diversità. Unica eccezione, secondo Næss, è per soddisfare i bisogni “vitali”.
- La prosperità della vita e delle culture umane è compatibile con una sostanziale diminuzione della popolazione umana. La prosperità della vita non-umana richiede tale diminuzione.
- L’attuale interferenza umana nei confronti del mondo non-umano è eccessiva e la situazione sta peggiorando rapidamente.
- Alla luce dei precedenti punti, le politiche devono essere modificate. I cambiamenti nelle politiche influenzano le strutture economiche, tecnologiche e ideologiche di base. La situazione risultante sarà profondamente differente da quella odierna e renderà possibile un’esperienza più gioiosa della connessione di tutte le cose.
- Il cambiamento ideologico è principalmente quello di apprezzare la qualità della vita piuttosto che cercare un tenore di vita sempre più alto. Ci sarà una consapevolezza profonda della differenza tra il grande e l’intenso.
- Coloro i quali sottoscrivono i punti precedenti hanno l’obbligo di attuare direttamente o indirettamente i cambiamenti necessari.
È davvero sorprendente quanto sia “avanti” il pensiero di Arne Næss (nato nel 1912). Come abbia capito che occorre l’appoggio della politica e delle istituzioni, che la natura non è un posto pieno di risorse che gli esseri umani possono saccheggiare a loro piacimento, come serva un cambiamento ideologico.
Se questo succederà, vivremo tutti un un’esperienza della vita più gioiosa in una connessione con tutte le cose.
In questa newsletter, ecologia e linguaggio vanno di pari passo: è bellissima la differenza che il filosofo coglie tra ciò che è grande e ciò che è intenso
Ci sarà una consapevolezza profonda della differenza tra il grande e l’intenso.
Non siamo ancora a questo punto ma molte persone sono già sulla giusta strada da percorrere.
Qualche riflessione:
Per me gli esseri viventi e la natura hanno valore in sé o solo in base a quanto mi servono?
Quanto riconosco la differenza tra grande e intenso?
Parola da ricordare:
EcosofiaL’ecosofia è un rovesciamento della prospettiva antropocentrica. L’uomo non si colloca alla sommità della gerarchia dei viventi, ma si inserisce, al contrario, all’interno dell’ecosfera. L’essere umano è una parte nel tutto.
Dal geco “eco”, casa, habitat, ambiente naturale e sofia, conoscenza, sapere, saggezza.
Ti ringrazio per il tuo interesse e per la voglia di conoscere e approfondire il mondo attorno a noi e un po’ anche quello dentro di noi. Ti aspetto le prossime settimane per creare insieme nuove EcoConnessioni.
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