Parentesi d’autore. Chi era J. D. Salinger?

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La mia copia de “Il giovane Holden” e il segnalibro di Scuola Holden

Se volete sentire questa storia, ve la racconto brevemente, nel tempo di un post 🙂
Avevo letto di questo evento e me l’ero segnato, eccetera eccetera, e poi me ne ero dimenticata. Ieri sera ero da quelle parti per altri impegni e ho detto: perché no?! e mi sono fermata ad ascoltare.

Si trattava, appunto, dell’incontro dal titolo: “Chi era J. D. Salinger?” che si è svolto presso le Librerie Feltrinelli Duomo a Milano. L’appuntamento era dovuto principalmente a tre occasioni.

La prima, è l’uscita della nuova edizione e nuova traduzione di Matteo Colombo del libro “Il giovane Holden” (sempre con copertina bianca e per Einaudi Editore).

La seconda, quella centrale della serata, era la presentazione del libro scritto da David Shields e Shane Salerno, Salinger – La guerra privata di uno scrittore per Isbn Edizioni. E proprio di questa novità hanno parlato Vincenzo Latronico e Gianluigi Ricuperati.

Come ho conosciuto Salinger come autore. Salinger l’ho conosciuto in modo inverso. Voglio dire, di solito uno decide di leggere un libro di Verga o Pirandello o vattelappesca, va in libreria o in biblioteca e cerca un libro dell’autore prescelto. Invece, qualche anno fa, ho sentito alla radio di un concorso e di una scuola dal nome scuola Holden. Così ho cercato on line la scuola e ho visto che prendeva il nome dal libro e sono arrivata all’autore, Salinger per l’appunto, eccetera eccetera.

Da quel momento sono legata a scuola Holden come al bandolo di una matassa che sto ancora sbrogliando. Nel bandolo della matassa della mia vita, ogni tanto, questa scuola torna, in un modo o in un altro, ma sempre mi aiuta a riprendere il filo di un discorso e comunque riesce a farmi star bene e a darmi molti spunti interessanti.

Cosa hanno detto alle Feltrinelli? Prima di tutto, un reading del suo libro più famoso, Il giovane Holden per l’appunto.

Non avevo mai sentito leggere Il giovane Holden, ma è proprio fantastico stare ad ascoltare e Nicola Ciaffoni è stato davvero coinvolgente.

Poi, spesso accadono coincidenze, il caso o chi lo sa. Il primo brano che ha letto  è stato quello relativo alla natura, alle anatre del laghetto di New York che non si sa dove vanno a finire in inverno e del tassista con la sua storia dei pesci congelati nel ghiaccio e vattelappesca … Io l’ho trovata davvero fantastica questa coincidenza 🙂

Ecco un breve video che ho girato con un modesto telefono:

Ho scoperto che Salinger era un tipo molto schivo e che si è ritirato a vita privata, evitando la popolarità, la fama e compagnia bella. Non solo, ma alcuni suoi scritti non sono ancora stati pubblicati (forse lo saranno dal 2015).

Quindi il libro Salinger – La guerra privata di uno scrittore è fatto di fotografie, interviste, lettere, documenti, tutto ciò che riguarda l’autore, ma l’autore è assente.

Salinger ha vissuto al fronte la seconda Guerra Mondiale e ne è tornato sconvolto (stress post-traumatico). La scrittura è stata per lui terapeutica (come per molti, me compresa). Negli USA avevano aperto scuole con corsi di scrittura creativa gratuiti per i soldati sopravvissuti alla Guerra.
Così sono nati questo tipo di corsi, per aiutare a tirar fuori le nostre paure e le nostre angosce, che messe sulla carta, appianano il nostro animo e ci rendono più tranquilli, ci fanno elaborare e riflettere su noi stessi.

Di Salinger ho letto (e riletto recentemente) Il giovane Holden e Nove racconti. Mi piace il suo modo di scrivere che qui ho ripreso liberamente, in corsivo, come avrete di certo notato. Perché eccetera, eccetera, vattelappesca e compagnia bella sono parole che uso tutti i giorni. Perché la storia del giovane ragazzo che è cacciato da scuola e non se la sente di dirlo subito ai suoi genitori, un po’ l’abbiamo vissuta tutti. Perché è un libro che si può leggere e rileggere e tradurre ancora.

La terza occasione dell’incontro su Salinger di ieri sera è per presentare il film che sarà proiettato solo questa sera in alcune sale cinematografiche. Non credo che riuscirò a vederlo, ma se qualcuno lo farà, mi farebbe piacere sapere com’è: qui c’è sempre spazio per tutti 🙂

E come posso non concludere con la frase più famosa e forse per molti, più vera, del romanzo?

… ” È buffo. Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti.”

Questo è il trailer del film di Shane Salerno – Salinger (il mistero del giovane Holden)

Sabrina Lorenzoni

Sabrina Lorenzoni

Biologa ambientale

Blogger e green content writer, mi occupo di comunicazione digitale e divulgazione scientifica nei settori ambiente e biosostenibilità.

2 Commenti

  1. Demian

    Mi hai fatto venire voglia di rileggerlo per una terza volta; quasi quasi con la nuova traduzione e in una terza differente ristampa. Eppure ho storto un po’ il naso. La prima traduzione mi sembra abbastanza fresca e alla mano tuttora, oltre che ce ne sono affezionato, non capisco di questo rinnovamento, o forse sì. Probabilmente è una trovata commerciale, ma vedremo.

  2. Mirella

    Mai letto “Il giovane Holden”. E’ un’occasione per farlo…

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