La natura ha orrore del vuoto

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Ferdinando Boero è un esperto internazionale di meduse. Mi ha colpito questa sua frase: “la natura ha orrore del vuoto”. Ecco cosa succede in mare quando si liberano dei posti e chi occupa il posto di chi.

Ho letto questa frase e ne sono rimasta colpita. È proprio vero che la natura ha orrore del vuoto. Appena si libera un posto nella catena ecologica perché una specie (purtroppo) scompare o trova un diverso habitat, c’è lì subito pronta una seconda specie ad occupare il posto lasciato libero.

Penso ai relitti delle navi sul fondo di mari ed oceani che vengono presto colonizzati da alghe, piante, invertebrati e pesci. Il vuoto in natura non esiste, è un controsenso: ogni spazio viene occupato da una specie.

A volte è l’uomo con il suo comportamento improprio e scorretto a creare danni alla natura. Pensiamo alla pesca eccessiva e a quella non sostenibile. Il mare si è svuotato dei pesci e c’è un posto libero nella catena ecologica. Da chi viene occupato questo spazio?

Alcune frasi dello scienziato Ferdinando Boero che fanno riflettere.

“Tendiamo a guardare alle cose della natura con una misura antropocentrica, ma il mare riesce sempre ad autoregolarsi e muta trovando soluzioni che noi uomini non avremmo neppure potuto immaginare. Che spesso la stessa scienza ignora. Nonostante i tanti guai che creiamo, c’è il mare che trova in sé la forza di reagire”

“Sappiamo che la natura ha orrore del vuoto. Se un ruolo ecologico viene meno, per esempio quello dei pesci, quel ruolo viene giocato da altri organismi. I vuoti si riempiono. Ora si può capire perché, da circa un decennio, l’oceano si sta riempiendo di meduse. Lo abbiamo svuotato dei pesci, e quel vuoto è in corso di riempimento con le meduse”

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“La natura ha orrore del vuoto” (Ferdinando Boero)

Le meduse proliferano nel Mar Mediterraneo e negli oceani. Vanno ad occupare quel posto che i pesci lasciano vuoto, non per loro scelta, ma per colpa dell’uomo. Allora sentiamo parlare delle meduse, di specie conosciute e di altre nuove come la Phialella zappai, specie dedicata al musicista Frank Zappa. La Cyanea capillata che popola i mari del nord. La Nemopilema nomurai, una medusa gigante nei mari attorno al Giappone. Questi sono solo alcuni esempi delle molte specie presenti ovunque in mari ed oceani.

Nel nostro Mar Mediterraneo ricordiamo anche il caso di alghe marine, come la Caulerpa taxifolia, che è finita per sbaglio in mare dall’Acquario di Montecarlo e si è diffusa ampiamente in tutto il Mediterraneo, occupando quegli spazi vuoti dei quali la natura ha orrore.

Non meravigliamoci, dunque, se i nostri mari sono sempre più popolati da meduse. I pesci scarseggiano, a causa del cambiamento cliamatico e degli altri danni che l’uomo ha causato all’ecosistema marino. Gli spazi vuoti aumentano e la natura li riempie con quelle specie che meglio si adattano e che arrivano prima a colonizzare gli spazi liberi.

*nota* Questo post è stato ispirato dal seguente libro, dal quale sono tratti i dati, le frasi citate tra virgolette e quelle evidenziate: Nicolò Carnimeo – “Come è profondo il mare” – Edizioni Chiare Lettere

Sabrina Lorenzoni

Sabrina Lorenzoni

Biologa ambientale

Blogger e green content writer, mi occupo di comunicazione digitale e divulgazione scientifica nei settori ambiente e biosostenibilità.

2 Commenti

  1. biomaterra

    le tue parole sono importanti per una lunga riflessione su ciò che accade oggi nei nostri mari,e la natura come al solito riesce sempre a tirarsi su nonostante varie ricadute. un saluto,
    Sara

  2. ilsolenelcestino

    la frase citata dallo scienziato, la natura ha orrore del vuoto, è una frase di Aristotele

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